SAI COSA E’ UNA START UP?

SAI COSA E’ UNA START UP?

Abbiamo sentito tutti parlare di STARTUP e tale termine è diventato così diffuso che forse dovremmo soffermarci a capire meglio cosa significhi. Viene spesso utilizzato come sinonimo di imprenditorialità o per indicare un piccolo business in fase di avvio. Allora, cominciamo con il dire che non è proprio così!

Sicuramente, le start-up hanno uno scopo ben preciso: crescere rapidamente. Secondo Steve Blank, uno dei primi imprenditori che ha investito in serie in diverse nuove aziende della Silicon Valley e autore della metodologia Lean Startup, STARTUP è “un’organizzazione temporanea progettata per cercare un modello di business ripetibile e scalabile”. Cioè, detto in altri termini: la forza trainante deve essere una nuova idea che è rivoluzionaria almeno per un settore. E tale settore non deve essere necessariamente HI-TECH. Ogni fondatore di STARTUP crede peraltro di aver trovato la “grande idea” che cambierà davvero il settore, sottrarrà clienti ad aziende esistenti o addirittura creerà un nuovo grande mercato. Come si dice in gergo, ritiene di aver scoperto il prossimo “unicorno”, ovvero una società da 1 miliardo di dollari come Facebook, Xiaomi, Spotify, Dropbox, ecc.).
Da questo momento in poi, dovrà convalidare l’idea: creare e organizzare il team, costruire un modello di business e controllare il funzionamento del modello sino alla logica conseguenza attesa, cioè una crescità velocissima. Questo tipo di iniziative, inoltre, sono anche caratterizzati dall’elevato rischio che si corre quando si iniziano ad offrire soluzioni ancora sconosciute. Molte STARTUP infatti falliscono, talvolta per il modello di business sbagliato, spesso per mancanza di finanziamenti o per insufficienza di entusiasmo e duro lavoro.

Se ritorniamo alla definizione di Blank, la funzione organizzativa di una startup è quella di cercare un modello di business ripetibile e scalabile. A questo punto, e passando alla moltiplicazione dei risultati di un’innovazione velocissima, la STARTUP deve iniziare una trasformazione organizzativa, passando gradualmente da un’idea folgorante ad un’azienda sempre più somigliante a quelle che conosciamo come tradizionali. Inizialmente, la STARTUP inizia a finanziarsi con ii risparmi del fondatore o un prestito bancario di piccole dimensioni, ma se ha successo inizierà a ricevere finanziamenti aggiuntivi da business angels, venture capitalist e, nei casi di maggiore successo, si arriva all’offerta pubblica iniziale (IPO). Ad ogni iniezione di finanze, il fondatore della STARTUP cede quote della sua azienda – quello che si chiama “investimento azionario” – e tutti coloro che hanno investito diventano comproprietari. Ad un certo punto, è possibile che una STARTUP cessi di esistere nella sua forma originale e diventi una società multimilionaria attraverso la fusione o l’acquisizione di altre strutture. Come PayPal, che è stato acquistato da e-Bay dopo il suo lancio velocissimo in occasione della bolla tecnologica del 2000, o come l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook.

Secondo Forbes, la Bulgaria si classifica tra i 10 migliori paesi al mondo per avviare uno STARTUP. E molte di queste STARTUP bulgare stanno offrendo buone performance sui mercati internazionali, come Melissa Climate (produce dispositivi di controllo remoto e intelligenti per la casa, tramite connessione WiFI o scheda telefonica Sim), Elvis.bg (software per la gestione integrata, facile e veloce, delle finanze aziendali, che può funzionare anche direttamente sul telefono), BulPros (crea i propri prodotti, che sono già in vendita nei mercati globali, tra cui il programma di RU Staffico e il servizio di comunicazione in tempo reale Jabborate).