La Bulgaria scala 11 posizioni nella classifica della digitalizzazione delle imprese

La Bulgaria scala 11 posizioni nella classifica della digitalizzazione delle imprese

06.11.2019

Il  paese si colloca al 47° posto su 115 paesi nella classifica 2019 Euler Hermes

La Bulgaria scale di 11 posizioni arrivando al 47° posto su 115 paesi nella classifica sulla digitalizzazione aziendale di Euler Hermès. Con questo risultato, il paese diventa la nazione in via di sviluppo con la crescita più dinamica in Europa centrorientale. Lo scorso anno, invece, la Bulgaria aveva perso due posizioni scendendo al 58° posto.

L’indice EDI (Enabling Digitalization Index) valuta le condizioni di lavoro e lo sviluppo delle aziende digitali, nonché le opportunità di digitalizzazione delle imprese. A tale scopo vengono utilizzati 5 criteri: regolamentazione, conoscenza, connettività, infrastruttura e dimensioni. Il punteggio massimo possibile è di 100 punti.

Grazie ai buoni punteggi in materia di regolamentazione e connettività, la Bulgaria riesce a sorpassare i suoi vicini Serbia (50°), Romania (56°) e Turchia (48°), nonché Croazia e Montenegro. Ma molto più avanti si collocano altri paesi della regione: la Repubblica Ceca (27°), la Slovenia (31°), l’Ungheria (34°), che stanno facendo progressi, anche se minori.

 

La valutazione degli analisti di Euler Hermes sulla regione è complessivamente positiva, rilevando come stia dando frutti la strategia di compensare la mancanza di dimensioni rilevanti attraverso miglioramenti in infrastrutture, connettività e sviluppo delle conoscenze. È proprio la conoscenza l’area con il maggior potenziale di miglioramento nel nostro Paese. La classifica EDI di Euler Hermes del 2019 vede di nuovo in testa gli Stati Uniti. Anche la Germania mantiene il suo secondo posto, invece Olanda è stata scalzata dai primi tre dalla Danimarca. Anche lo sviluppo della Cina è positivo, classificandosi per la prima volta tra i primi 10.

Gli analisti affermano che l’indice EDI non misura tanto il livello di digitalizzazione nel paese interessato, quanto le condizioni per lo sviluppo del business attraverso la digitalizzazione e di conseguenza i rischi di possibili ritardi. Insieme ai dati sul contributo dell’economia digitale al PIL, vengono presi in considerazione fattori quali la crescita del commercio elettronico, i nuovi servizi, le tecnologie big data e cloud, la robotica e l’automazione e l’impatto sulla produttività e lo sviluppo dell’istruzione e dell’attività di ricerca.

 

Secondo gli esperti di Euler Hermes, il monitoraggio dell’EDI è importante per le imprese a causa della nuova realtà economica: attualmente infatti circa un quinto del PIL globale è generato dall’economia digitale. Lo dimostrano anche i dati sullo sviluppo dell’e-commerce, con una crescita del 13,7% negli Stati Uniti nel 2018 (dopo il 16% nel 2017). In Cina, l’aumento è ancora più significativo: il 29% nel 2018 rispetto al 32% dell’anno precedente. Si tratta di tempi molto superiori rispetto alla tradizionale crescita del commercio tradizionali.

Oltre ad adattarsi al nuovo ambiente e fare buon uso delle opportunità di crescita, secondo gli esperti di Euler Hermes, è importante che il business segua il tema della della digitalizzazione e i nuovi rischi. Essi sono legati sia alla sicurezza informatica che all’impatto della cosiddetta “nuova guerra fredda”, che ha intensificato le tensioni tra Cina e Stati Uniti a causa di casi che coinvolgono aziende altamente tecnologiche.

 

Fonte: www.investor.bg