REPORT TRIMESTRALE DI UNICREDIT BULBANK SULLO STATO DELL'ECONOMIA BULGARA

REPORT TRIMESTRALE DI UNICREDIT BULBANK SULLO STATO DELL'ECONOMIA BULGARA

13 Giugno 2016,

REPORT TRIMESTRALE DI UNICREDIT BULBANK SULLO STATO DELL’ECONOMIA BULGARA

L’ultimo report trimestrale di UniCredit Bulbank, dedicato all’analisi dell’economia bulgara, prevede una revisione al rialzo delle stime relative alla crescita del PIL della Bulgaria, che si attesterà intorno al 3,4% quest’anno ed al 3,6% il prossimo. Il dato è una conseguenza del crollo dei prezzi dell’energia nonché di una ripresa superiore alle aspettative del mercato del lavoro. Inoltre, il debito estero è sceso ormai a livelli più che sostenibili. Questi dati dimostrano come l’economia bulgara si stia a llontanando dall’essere un’economia basata sull’indebitamento per sostenersi. I consumi privati e l’export saranno i principali motori per la crescita dell’economia durante il 2016 e il 2017. In questo scenario è importante che il governo mantenga un approccio prudente alla politica fiscale, al fine di mantenere a livelli moderati il deficit di bilancio per i prossimi due anni. Allo stesso tempo un ambiente favorevole ai flussi di capitali esteri aumenterà ulteriormente le riserve della Banca Centrale.

Miglioramenti nel mercato del lavoro

L’economia bulgara inizia quindi l’anno sotto ottimi auspici. Ad ogni modo è stato il mercato del lavoro quello che ha prodotto i risultati più incoraggianti. Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,9%, mentre un anno fa era al 10,6%. In questo trend generale di aumento dell’occupazione, la mole principale di nuovi occupati si concentra in lavori ben pagati nel settore dell’informatica e degli altri servizi per il business, particolarmente nel settore dell’outsourcing. Il costo del lavoro è cresciuto nell’ultimo periodo, con un balzo dell’8%. La combinazione tra il crollo dei prezzi del settore energetico e la ripresa del mercato del lavoro faranno da traino verso una crescita cospicua del PIL, che raggiungerà il 3,6% nel 2017. L’impegno del Governo bulgaro ad una politica fiscale austera e prudente ha permesso al rapporto deficit/PIL di scendere al 2,9% a fine 2015, mentre si trovava al 3,6% nel 2014. Segni di miglioramento si reg istrano sia nell’efficacia del sistema di tassazione che nell’assorbimento dei fondi Europei. La spesa pubblica inoltre è stata molto contenuta, scendendo al 31,1% del PIL rispetto al 31,8% nel 2014. Questi dati non considerano i contributi dell’Unione Europea al budget nazionale. Si prevede che quest’anno il governo arriverà molto vicino al suo obiettivo di deficit/PIL (al 2,0%).

Ritorno ai livelli pre-crisi

L’aumento dei flussi di capitali nel paese ha permesso una crescita delle riserve della Banca Centrale pari all’8,4% del PIL nel corso del 2015, un dato di pochissimo inferiore all’8,9% che la Bulgaria ha registrato nel 2007, subito prima dello scoppio della crisi globale. Questo dato riflette una combinazione sia di una robusta espansione dell’export che del calo del prezzo dell’energia. Questi due fattori hanno portato a un netto miglioramento del budget dei beni e dei servizi (da -0.5% nel 2014 a +1,5% nel 2015) e all’aumento degli investimenti esteri. Ad ogni modo questi profitti sono stati in larga parte utilizzati per ripagare il debito estero accumulato durante gli anni della crisi. Questo è infatti crollato dal 92,1% nel 2014 al 77,3% del PIL nel 2015. Per il prossimo anno è previsto un ulteriore calo del debito al 73,1%.

I rischi dell’economia Bulgara

I problemi principali dell’economia bulgara restano le sue piccole dimensioni e la dipendenza dalle esportazioni. Un altro fattore di rischio è il rallentamento dell’economia cinese che potrebbe portare ad un ulteriore discesa verso il basso del prezzo di alcuni prodotti, tra i quali quelli che compongono circa un terzo dell’export bulgaro.

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