Le fabbriche sul territorio di Plovdiv rilanciano l’economia della città

Le fabbriche sul territorio di Plovdiv rilanciano l’economia della città

17 Febbraio 2017,

Le fabbriche sul territorio di Plovdiv rilanciano l’economia della città

Si prevede nei prossimi anni un incremento del numero di imprese high-tech sul territorio regionale

Contrariamente a quanto si pensa sulla Bulgaria, che è un paese che non produce nulla, le fabbriche nei dintorni di Plovdiv si moltiplicano. Da questa constatazione positiva inizia il cortometraggio andato in onda ieri sera dopo il telegiornale del programma nazionale BTV. Il video di 15 minuti ha mostrato come dalle zone industriali sul territorio di Plovdiv, accorpate nella “zona economica Trakia”, vengono esportati in tutta Europa ricambi auto, illuminazioni, frigoriferi e ascensori. Il servizio inizia dall’americana “Sensata Technologies” che ha aperto l’anno scorso il suo impianto per sensori ad alta tecnologia, senza i quali una macchina moderna praticamente non potrebbe essere messa in moto.

Nella zona “Maritza”, parte della zona economica Trakia, è situato il terzo impianto più grande  dell’azienda dopo il Messico e la Cina. “Quando mi si chiede se siamo qui solo per ” la manodopera a basso costo ” rispondo che “No, non è cosí. Intendo dire che in Bulgaria abbiamo trovato persone con conoscenze tecniche e ciò è un grande vantaggio” ha detto Tommy Ver Elst – Direttore Generale Sensata . “Al momento un operaio riceve un compenso tra 800 e 1200 leva a seconda della sua qualifica.

Il personale qualificato riceve stipendi piú alti” commenta l’Ing. Plamen Penchev, fondatore di” “zona economica Trakia” e presidente di “Cluster zona economica Trakia.” Ultimamente sempre piú spesso si verifica che se medie o grandi aziende entrano in Bulgaria per la prima volta e vogliono trovare personale in breve tempo propongono  il 10% – 20%  in piú rispetto ai salari medi del settore. In questa maniera le cose sono molto più facili”, ha dichiarato il vice sindaco di Plovdiv Stefan Stoyanov. “Negli ultimi tre anni la crescita dei salari è di circa il 30%, insieme alla regione di Ruse probabilmente l’aumento piú rilevante registrato nel paese. Nell’industria i salari crescono più velocemente rispetto ai servizi, anche se sono vasi comunicanti: se il potere d’acquisto cresce le persone cominciano ad avere più risorse per l’affitto e servizi vari”, spiega l’analista economico di “Industry Watch” Georgi Stoev.

Egli fa notare che nella regione di Plovdiv 72.000 persone lavorano nel settore industriale, un numero superiore rispetto a Sofia, Burgas e Varna presi assieme e di piú di ogni altra regione della Bulgaria. Ogni anno si cercano tra 3.000 e 5.000 nuovi dipendenti. “KCM” ha cominciato a pensare alla questione  12 anni fa “addottando” uno degli istituti tecnici professionali di Asenovgrad e sponsorizzando diversi corsi, a seconda di che tipo di competenze ha bisogno la fabbrica. “Facciamo crescere il nostro personale, gli studenti vengono da noi per fare pratica in produzione. È un filtro naturale per coloro che desiderano rimanere al lavoro. Dei 12-13 ragazzi che vengono per il tirocinio estivo, il 60-70% continua a lavorare nell’azienda”, dice nel video di BTV Rositsa Temizova – Responsabile Risorse Umane”. Una di questi è Aleksandra Angelova.

Adesso ha 25 anni e ha già conseguito la laurea magistrale in chimica e spiega che proprio la possibilità di addestramento offerta in KCM, l’opportunità di vedere l’ambiente reale di lavoro, le ha indicato la scelta giusta da fare per la sua professione. L’altra azienda nella quale sono entrate le telecamere della bTV è “ABB Bulgaria”. Nei due impianti dell’impresa svedese-svizzera nella zona Rakovski, parte della zona economica Trakia, lavorano più di 1600 persone. „È sicuramente difficile trovare le persone di cui abbiamo bisogno.

Ecco perché organizziamo dei cicli di formazione interni, sia con altre imprese in loco che con gli altri nostri impianti, principalmente in Germania e Italia, spiega Uwe Tschirner, Manager degli impianti di produzione nella zona Rakovski. Così, dopo un anno di addestramento, Vladimir Alvadzhiev, 23enne, è già diventato uno dei dipendenti più importanti, tra i pochi che lavorano ad una macchina specifica per la produzione. Ha conseguito la sua istruzione media superiore al Liceo professionale di elettronica ed elettrotecnica di Plovdiv. Spera non sia costretto a partire per l’estero, come hanno dovuto fare molti suoi compagni di classe.

Quattro anni fa, invece, Petar Kirov è arrivato a Plovdiv da Botevgrad per lavorare nell’azienda di ascensori Prolift. “Ho deciso che dovevo crescete in qualche modo e questo non poteva accadere a Botevgrad. Sono arrivato in treno mentre adesso guido la mia Mercedes. Peraltro, nella nostra azienda sono impiegate alre persone di Botevgrad, anche loro non sono andate a Sofia”, conclude Petar. “Cerchiamo sempre di pagare in modo che la gente si senta bene e in grado di mantenere le proprie famiglie”, commenta l’amministratore dell’azienda di ascensori Damyan Petrov.

Nella ricerca di dipendenti una parte dei datori di lavoro della Zona economica Trakia rivolge la propria attenzione alla Bulgaria nord-occidentale dove la disoccupazione in certi luoghi supera il 50%. È un’opportunità sia per la gente che per le aziende. “Da una parte le persone possono trovare in Bulgaria un’alternativa alla soluzione di andare all’estero per lavorare un lavoro meno qualificato e dall’altra parte le imprese possano trovare più lavoratori e più qualificati”, ha dichiarato il vice sindaco di Plovdiv, Stefan Stoyanov. Anche una parte dei bulgari che studiano all’estero sperano di seguire l’esempio di Atanas Chilingirov.

Due anni fa è ritornato dall’Inghilterra per applicare in patria l’esperienza appresa nell’azienda Biomashinostroene, che esporta più del 90% dei grandi contenitori di birra, latte e vino che produzione. La quarta rivoluzione industriale pre proprio che lascerà la propria impronta anche in Bulgaria. Le aspettative per la Zona Economica Trakia negli anni a venire riguardano proprio la concentrazione  di imprese high-tech e questo cambierà le regole del gioco: meno dipendenti, ma più qualificati, insieme ai computer e automatizzazione produrranno di più. “Cominceranno ad arrivare investitori con attività tecnologicamente avanzati, con maggiore valore aggiunto del personale assunto e dunque disponibili a pagare degli stipendi più elevati, precisa Georgi Stoev.

Proprio in tale prospettiva, la preparazione dei quadri specializzati nei prossimi anni dovrebbe direttamente conformarsi alle esigenze del business. E l’imprenditoria, per fermare la fuga di cervelli, dovrebbe proporre condizioni migliori. Attualmente nei licei professionali studiano circa 30 mila giovani che dovrebbero essere convinti di avere prospettive di una buona carriera per rimanere in Bulgaria, cosa che in questo momento non sembra possibile. Anche le imprese straniere in Bulgaria cercano stabilità e infatti i cambi di governo non preoccupano a patto che ciò non porti a cambiamenti sostanziali del sistema fiscale. Ovviamente quando si investono decine di milioni di dollari in un sito industriale in Bulgaria lo si fa guardando ad un orizzonte temporale di almeno 20-30 anni.

Fonte: marica.bg