Financial Times: Una città bulgara trasforma il proprio destino

2 Settembre 2016,

Financial Times: Una città bulgara trasforma il proprio destino

Plovdiv che prospera si è liberata dell’etichetta di  “est arretrato”,  così scrive il celebre quotidiano d’affari  

La seconda città più grande della Bulgaria con 350 000 abitanti e un ricco patrimonio culturale può anche vantare di avere valide prospettive di sviluppo a lungo a termine, come scrive nel numero odierno il “Financial Times”. L’autore dell’articolo Kerin Hope, corrispondente per i Balcani,  in collaborazione con il corrispondente per la Bulgaria Teodor Troev, espone un rapporto dettagliato su Plovdiv come destinazione privilegiata degli investimenti internazionali.

All’inizio dell’ articolo viene citato Georgi Stoev di “Industry Watch” il quale stima in 4 miliardi di euro gli investimenti di società estere e locali nella regione di Plovdiv a partire dal 2011, dopo un lungo periodo di stagnazione economica. “Questo grande cambiamento è la prova dei traguardi che imprenditori e rappresentati delle autorità locali possono raggiungere quando nutrono fiducia l’uno nell’altro” spiega l’analista bulgaro. Il progresso economico e culturale della città mostra una dinamica molto positiva per il business, come risultato diretto dell’accresciuto clima di fiducia tra gli investitori. Tutto questo aiuta certamente a cancellare l’immagine della Bulgaria come parte dell’ “est arretrato”, specie dopo la sua entrata nell’Unione europea, e incoraggia gli investitori a utilizzare il loro il loro potenziale nelle diverse regioni del paese, scrive Hope.

I risultati sono tassi di disoccupazione a Plovdiv del 4,9%, inferiore rispetto all 8,1% nazionale, e lo sviluppo di settori quali la logistica, la produzione di pezzi di ricambio e software offerti sul mercato mondiale.
La rinascita della città è ancora più impressionante se confrontato con la situazione della Grecia, vicino meridionale, che è alle prese con una forte fase di recessione economica, continua Hope.Anche se gli investitori greci del settore bancario e immobiliare hanno disinvestito dalla Bulgaria a causa della  crisi in patria, diverse aziende commerciali greche hanno invece spostato i loro impianti in Bulgaria, anche per sfruttare il livello di tassazione più basso all’interno dell’intera UE. „Avevamo giudicato Plovdiv come un centro con bassa tecnologia di produzione e con poche opportunità di modernizzazione”  ha dichiarato un ex amministratore di una società immobiliare greca, adesso consulente basato a Sofia. „ Le cose sono andate veramente in modo diverso“.

Stefan Stoyanov, vice sindaco di Plovdiv, indica che il catalizzatore di crescita non è stata solo l’entrata della Bulgaria all’UE nel 2007, ma “un nuovo approccio cooperativo dell’amministrazione locale”. Nove comuni della regione smettono di competere tra di loro e si raggrupano nell’interesse degli investitori offrendo spazi per produzione e logistica in sei zone industriali – ora unificate in una unica zona economica denominata Trakia.

Plamen Panchev, cofondatore della società  di “Sienit Holding”, una società di costruzioni edili che acquista grandi appezzamenti di terreno non utilizzato e assiste i potenziali investitori spiega: “quando abbiamo iniziato l’industria era in crisi, i contadini abbandonavano le campagne, i giovani lasciavano il paese per cercare lavoro. Ma io e il mio partner eravamo convinti che Plovdiv avesse un futuro”. Così ha dichiarato nel corso di una conversazione presso la sede della società nella Zona Industriale” Rakovski ” (parte della zona Trakia) dove sulle pareti si possono vedere foto e proggetti di fabbriche e magazzini.

“Abbiamo attirato alcune delle principali aziende europee, specie provenienti dall’Europa centrale”, dice il signor Panchev citando i nomi di ABB, Kaufland, DB Schenker e altri.

Qui abbiamo capacità di lavoro, tecnici qualificati, esperti nel controllo qualità e nella logistica “, ha sottolineato Tommy Ver Elst, direttore generale per la Bulgaria di Sensata Technologies, una società statunitense che produce alti sensori termici per l’industria automobilistica europea . “Tuttavia, il mercato del lavoro sta diventando sempre più competitivo”.

Il Vicesindaco Stoyanov si è impegnato nella ricerche di lavoratori qualificati dall’Ucraina, che ospita 250.000 bulgari etnici nella parte meridionale del paese. “Vista la situazione in quella nazione, pensiamo di poter offire una buona occasione per attirare la gente a venire a lavorare in Bulgaria”, ha detto.

Inoltre, i fondi europei hanno contribuito a migliorare il centro della città risalente al XIX secolo, costruito sulla ricca città romana di Filipopolis. I musei e le gallerie d’arte si rinnovano e nel 2019 la città coronerà  l’ambizione  di essere la capitale Europea della cultura. Infine, Paul Ezekiev,  partner di Neveq Capital, un fondo di capitali di rischio, avverte che in Sud-Est Europa la concorrenza per attirare gli investitori di alto livello tecnologico sta crescendo sempre di più. In Bulgaria altri centri regionali, come la capitale estiva Varna e Veliko Tarnovo  stanno seguendo il successo di Plovdiv. “L’amministrazione locale merita lodi per il suo atteggiamento, perché non è per niente facile attrarre gli investitori di alta qualità,”  ha concluso.

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